mercoledì 11 agosto 2004

Vacanze a Copenhagen

Presupposto che non siamo stati pagati dall'ufficio del turismo di Copenhagen, abbiamo pensato di descrivere, molto parzialmente, alcune particolarità delle nostre vacanze.

Per rendere il tutto di più facile lettura, abbiamo suddiviso la nostra esperienza in piccoli capitoletti, così potrete leggerlo a puntate, invece che tutto d'un fiato, anche se ne vale la pena.

L'albergo
L'esperienza insegna che non bisogna fare affidamento alle agenzie di viaggio, ma che può essere più conveniente rivolgersi a Internet. Il "Radisson SAS Royal" è un palazzo che si innalza maestoso nelle vicinanze del centro cittadino. Abbiamo alloggiato in una confortevole camera situata al 14. piano dell'immobile. Degni di nota i buffet della colazione che offrono nell'albergo: uno al pian terreno, e uno al 20. piano. Abbiamo avuto il privilegio di consumare la maggioranza delle nostre colazioni nella sala "Business" (al 20. piano), dove, oltre che gustarci una vista mozzafiato, abbiamo avuto l'occasione di apprezzare le stoviglie di alto design danese. Molto simpatici anche camerieri e portinai. Unici difetti: nelle ore centrali della giornata l'aria condizionata della camera non era sufficiente ad abbassare la temperatura creata dal sole che batteva sulle pareti di vetro. Inoltre il letto matrimoniale era composto da due singoli letti che si separavano troppo in fretta, a scapito delle mascelle del Milijan (colpite da una gomitata, si dice involontaria, del Manuel...).

La zona pedonale
Questo quartiere si estende su una grande fetta di territorio e può essere definito "il paradiso dello shopping". All'interno di esso ci sono diverse piazze con altrettante fontane e il tutto è circondato da terrazze di bar. Di tanto in tanto si possono trovare degli artisti di strada che presentano i loro numeri (da ballerini di break-dance a simil-robot), ai quali qualche volta vale la pena assistere. È necessario munirsi di scarpe comode prima di addentrarsi in questa zona. Il Manuel, nonostante le scarpe comode, ha avuto il piacere di ritrovare più fiacche su entrambi i piedi (le foto ve le risparmiamo). Vale la pena provare uno dei "soft ice" venduti in queste vie, magari ricoperto di scaglie o crema di cioccolato (tutte cose molto "light"), e sorseggiare qualche birra (dopo essere andati al bancone a comandarla, dopo aver capito che in Danimarca i camerieri non passano per i tavoli a prendere le comande) seduti in prima fila sulle terrazze, luoghi assai consoni per la pratica del mortonaggio (attività assai facile con la gente che gira).

Musei
Non ne abbiamo visti molti, ma possiamo consigliare il "National museet", con l'interessante storia della Danimarca, il "Staatens museum for Kunst", la "Glyptoteca" (museo di sculture e quadri con un bel parco interno), il museo delle poste e telecomunicazioni (c'era qualcosa anche per il Manuel!) e il museo erotico (questo era per entrambi ... per la verità sembrerebbe più un museo pornografico che erotico, ma di questo non ci lamentiamo, e in ogni caso ne vale la pena, per chi ha lo stomaco un po' resistente). Il nostro fedele portinaio ci ha sconsigliato di visitare il museo del design, indirizzandoci invece verso un negozio di mobili che si trova in periferia, chiamato "Paustian". In questa categoria inseriamo anche i parchi: ve ne sono quattro abbastanza grandi da visitare quando si vuole un po' di ombra.

Sightseeing
Abbiamo visitato la città con un giro di 1.5 ore su un bus panoramico e un altro, di poco meno di 1 ora, su un "bastone mucca" (termine insider per chi è stato a Parigi col Manuel: altrimenti chiamato "bâteau mouche", battello panoramico). Due esperienze complete che danno una visione d'assieme della magnifica città. Può servire come introduzione per poi scegliere cosa vedere singolarmente, ed è un buon aiuto per iniziare ad orientarsi.

Nyhavn
Letteralmente "porto nuovo", quartiere pittoresco con canale centrale e tanti ristoranti attorno. Per gli amanti dell'insalata consigliamo di pranzare al "Nyhavn 37", dove fanno le insalate più grandi della città (ma anche le più grandi che abbiamo mai mangiato). Sconsigliamo invece il "Restaurant Barock", dove si mangia poco (e neanche troppo bene), si beve poco, e si paga tanto. Anche di sera questo quartiere è da visitare, soprattutto per le persone romantiche. È facilmente raggiungibile con il bus della linea 29 (gli autisti scortesi non accettano banconote per il pagamento del biglietto).

Tivoli
Altro che Europapark o Disneyworld! :-) Scherzi a parte, Copenhagen ha in pieno centro un parco divertimenti chiamato Tivoli, e una visitina non guasta mai. Ce n'è per tutti i gusti: dalle semplici giostre per bambini, a quelle più "estreme" (tra cui la montagna russa più veloce della Danimarca ... commento del Milijan: probabilmente è l'unica!). È un po' caro, ma quando si è in vacanza si tende a non accorgersi di cosa si spende. Dalla nostra camera d'albergo vedevamo questo parco in tutta la sua bellezza.

La sirenetta
Durante uno dei giri Sightseeing vi imbatterete nella Sirenetta (chiamata dai locali "Lille Havfrue"), il simbolo della città. Auguriamo a tutti quanti di poterla vedere senza troppa gente intorno. Abbiamo fatto molta fatica a farle una fotografia senza gente che la abbracciasse o la baciasse per farsi fare una foto "originale".

Malmö (S)
Qualora le giornate a disposizione lo permettono, consigliamo di visitare Malmö (in Svezia), anche solo per poter dire di essere passati dal ponte che unisce le due nazioni. Su territorio danese inizia come galleria sottomarina, che esce su un'isoletta in mezzo al mare, dalla quale parte il ponte che porta in Svezia. Purtroppo dal treno non siamo riusciti a far fotografie di tale opera. Non vi resta che andare a vederla da soli. Anche a Malmö si può fare un sightseeing sui canali e una passeggiata in un bellissimo parco cittadino; attenzione ai moscerini!

La lingua danese
Le lingue nordiche, tra cui c'è il danese, potrebbero sembrare apparentemente facili ("tanto sarà simile al tedesco"), ma in realtà non si capisce una parola (forse qualcuna ogni tanto sì, ma è un'opera assai difficile). Il danese è una di quelle lingue che ha 3 lettere in più: å, ø, æ. È molto divertente sentire qualcuno che pronuncia delle parole leggendo un testo: sembra di sentire tutt'altro. Consonanti che scompaiono, vocali che cambiano, succede di tutto. È un po' come essere in Grecia: si possono imparare giusto le parole di base ("Hej" pronunciato come il "Hi" inglese per dire "salve", "Ja" che evidentemente significa "Sì" e "Nej" pronunciato "Nai" per dire "No"), ma di più non si può pretendere.

I locali gaii
La città è decisamente aperta nei confronti di noi amanti dello stesso sesso. Per i "single" incalliti ci sono diversi luoghi di "abbordaggio", ma anche per coloro che sono in coppia non manca la scelta. Ci sono diversi bar frequentati dalla popolazione "finocchia" locale e non. Sono addirittura a disposizione delle cartine che indicano dove trovare bar, videoteche, sex shop e saune. Concretamente, abbiamo girato diversi locali, e ne abbiamo individuati alcuni degni di nota: Oscar, Heaven e Masken. Un altro è forse meno degno di nota: Centralhjørnet. Altri invece li abbiamo scartati in partenza, viste le recensioni sulle varie cartine e su Internet. La nostra fortuna vuole che, qualche giorno dopo il nostro rientro, Copenhagen accolga la Mermaid Pride. Prima o poi parteciperemo anche noi :-). Anche se dall'apparenza i numerosi fusti danesi possono sembrare della "nostra sponda", rassicuriamo le donzelle che potranno beneficiare (e forse anche farsi ricambiare) di "opere di mortonaggio" assai produttive.

Leggende metropolitane
Nulla contro gli italiani, ma visto che capivamo prevalentemente loro, abbiamo avuto il piacere di assistere a diverse affermazioni degne del premio "pozzo di scienza 2004". Alcuni esempi:

"Qui bisogna stare attenti, perché, dal momento che siamo più in alto rispetto all'Italia, è come se fossimo in montagna, e il sole picchia di più."
"Copenhagen è più pericolosa di Napoli: a Napoli ti aggrediscono solo per rubarti le cose, mentre a Copenhagen la violenza è gratuita." (sarà perché l'anno scorso un turista italiano è stato ucciso proprio qui?)
"Qui ce stanno solo baretti der cazzo" (da leggere in accento romanesco. Ndr: ma allora perché non continuano a frequentare i baretti di casa loro? :-))
...


Conclusione
Abbiamo tralasciato, ma non dimenticato, la spiaggia cittadina lungo il canale, Christiana (il canna-place per i füma-füma), Kastellet (un parco-fortezza-caserma), le diverse chiese della città, il porto dei traghetti, il castello di Amalienborg con il cambio della guardia, e la torre rotonda.

Forse la descrizione non è stata eccitante come l'esperienza vissuta. Non vi resta che visitare anche voi la città e darci il vostro parere (può già scriverlo chi ci è già stato). Sarebbe carino che questo thread venga popolato dalle vostre esperienze vacanziere, così da fare un baffo alle diverse agenzie di viaggio.

Ed eccovi alcune foto della città. La qualità è scarsina, abbiamo ridotto le foto per renderle più leggere per il sito. Chi volesse gli originali in alta qualità può scriverci un email.

Amalienborg


Vista dalla torre rotonda


Il nostro albergo


Una delle attrazioni del parco Tivoli


Un paio di piazze della zona pedonale



La sirenetta


La vista dalla nostra camera su un incrocio sotto il nostro albergo


Il porto nuovo (Nyhavn)