sabato 7 maggio 2011

Le opinioni dei lettori

Questa mattina, leggendo un quotidiano, mi sono imbattuto in una lettera di un lettore, che poi si è rivelato essere un vicino di casa.
Al di là di qualche "polemica" di troppo, non si può non condividere una certa parte degli argomenti esposti.
Uno sfogo ogni tanto può far bene, anche se, purtroppo, non avrà molti effetti.



Rumore in città

Oggi non ce la facevo più, ho telefonato in comune per lamentarmi del rumore assordante che da giorni incombe nel nostro quartiere a Locarno (vicino al MM Migros) dove è iniziato un nuovo cantiere. Il povero dipendente (architetto) ha dovuto subire tutta la rabbia che da giorni mi bolliva dentro per l’arroganza con cui gli imprenditori “prendono” letteralmente possesso del territorio (guarda caso in cui noi tutti abitiamo) per costruire i loro “oggetti”. Perché tanta rabbia? Perché è da 6 anni che sono in questo quartiere e praticamente intorno alla casa in cui abito è un continuo inizio e fine di cantieri, perfino 2 alla volta e/o finito uno iniziava subito l’altro. Cosa dobbiamo subire, cosa ne abbiamo subite: rumori assordanti per giorni e giorni, strade sbarrate senza alcun preavviso e senza la vigilanza della polizia, camion che occupano interi marciapiedi, che si immettono contromano nelle strade, che travolgono carrozzine con handicappati, lavori che iniziano prima delle 8 di mattina e si protraggono negli orari di pausa del mezzogiorno e/o oltre le 18 del pomeriggio. Cose che se facessi io come cittadino mi sarei beccato delle belle multe salatissime. Magari facessero poi dei bei palazzi e giardini con bei viali alberati, macché, solo degli scatoloni in tutte le salse e più alti possibile, degli oleandri striminziti come decorazione dei marciapiedi, e cancellazione di strisce pedonali per lasciare i parcheggi. Poi, morale della storia, diversi stabili sono per 3/4 vuoti (non venite a dirci che questa non è speculazione edilizia). Bella storia per una cittadina che vuol essere il polo per tutta la regione... Purtroppo non è tutto qui quello che un cittadino di Locarno è tenuto a sopportare, ma non vorrei caricare troppo questo scritto e auguro ai nostri amministratori vivamente un’illuminazione celeste per ritrovare il buon senso ed il coraggio per governare in modo “umanista” questa ahimè pallida città. Ah dimenticavo, il famoso vecchio salice del parcheggio Novartis si è salvato per poco tempo, un bel giorno di primavera contrariamente a quanto promesso, è stato abbattuto nel silenzio totale.
Patrizio Colto, Locarno